Capo d'Orlando

ITALIANO
Italiano


Inglese

 

Capo d'Orlando

Brolo

Capri Leone

Ficarra

Frazzanò

Naso

Castell'Umberto

Mirto

S.Salvatore di Fitalia

S.Angelo di Brolo

Sinagra

Altitudine 8 mt.
Uff. Inf. Tur.
Tel. 0941902822
Abitanti 12.000

Cosa comprare:
I dolci tipici
La frutta martorana
La pignolata
Il pesce
I gelati e le granite

 

L’antica Agatirno fondata ai tempi della guerra di Troia , come vuole la leggenda, proprio dal figlio di Eolo, da cui prese il nome si incunea, da secoli bella e spavalda, verso ilTirreno. All’estrema punta del suo territorio si erge il faro, suggestivo e romantico, proprio sotto il monte dove, il Santuario ed i ruderi del Castello di Orlando sottolineano le origini medievali dell’attuale Capo d’Orlando. Tremila anni, tra storia e leggenda, che hanno lasciato il segno sul territorio dove tra macchia mediterranea, scogliere, insoliti faraglioni, si pone uno dei centri turistici più importanti della Sicilia. Da questi scorci storici, tra le realtà patrizie della Villa di Bagnoli fino ai ritrovamenti delle Cave di Mercadante, dalla leggenda dei culti Dionisiaci ai canti dei pescatori che ricordano le incursioni Saracene, fino ai giorni nostri, passando attraverso l’epopea dei Tomasi di Lampedusa, c’è un comune denominatore: il mare che a Capo d’Orlando, da sempre, è stato presente nella realtà, prima commerciale, ed oggi sempre più turistica del paese. Un mare caldo, incontaminato, ricco di piccoli tesori, capace di regalare, tra saraghi, spigole e “pettini” resti di antiche vestigie. Un mare che abbraccia e che si lascia amare come la gente di questi luoghi, ospitale e cordiale, che evoca il fascino dei tempi andati. Ma che esige rispetto per la sua possanza libera, non imbrigliata. Un rispetto che conosce solo la gente che va per mare, e che qui trova i luoghi idonei per rinfrancarsi e per lasciarsi cullare. Un mare che evoca le creature degli abissi, e che qui immediatamente ha fondali profondi, pescosi, che si popola di notte, di luci, suoni, rituali magici, che porta alle Eolie, diventando fonte d’ispirazione di poeti e pittori, testimonianza di natura forte e ricca, che ha pochi eguali. Capo d’Orlando oggi vive un perfetto equilibrio tra passato e presente, dando vita in particolare momenti a suggestive manifestazioni dove tradizioni e folklore, ancora, non sono solo a uso del turista.

 

 

 

 

 
Il Bastione Le Cave del Mercadante I Ruderi del Castello
Sono i ruderi di un castello in località Malvicino. Non si hanno notizie certe che datino la costruzione dell’insediamento
fortificato che, per la sua configurazione architettonica,sembra più affine ad una torre
di tipo camillanea, dalle caratteristiche
più rilevanti rappresentate
dalla pianta quadrata. Il “Bastione”
si articola su tre elevazioni: la base,
priva di apertura ed ospitante una
cisterna, il piano operativo e la terrazza,
usata presumibilmente
come punto di osservazione e di
difesa.
Si possono ben vedere, nel
momento di bassa marea tra i duebracci del porticciolo turistico, in località San Gregorio, allorquando dal costone affiora una configurazione rocciosa sulla quale la manoesperta dell’uomo ha lasciato incisi
grossi dischi di pietra. L’estensione è di circa un centinaio di metri per
una larghezza oscillante tra i 4 - 5 metri. Il diametro dei solchi va da uno a due metri con uno scavoprofondo una decina di centimetri.
Sorgono sul promontorio, ed è
immediata la sensazione che il
Castello doveva avere una funzione di difesa e di avvistamento delle flotte corsare. Secondo la leggenda fu così denominato da Carlo Magno, di passaggio in Sicilia, rientrante dalla Palestina. Incerta la data della sua fabbricazione ma non si esclude che abbia rimpiazzato una costruzione già esistente ai tempi della vecchia
Agatirno .