S.Angelo di Brolo

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S.Angelo di Brolo

Sinagra

Altitudine 314 mt.
Uff. Inf. Tur.
Tel. 0941533361
Abitanti 4600

Cosa comprare:
Il salame
I “nzuddi”
I bocconetti di zuppa
candita
I formaggi
La “picuredda”

 

Già nel ‘700 veniva battezzata come la “piccola Palermo”. In
quel tempo era la terza abbazia della Sicilia ed i resti di queste
antiche vestigia possono ancora ammirarsi nell’itinerario che,
per scoprire il paese, bisogna percorrere attraverso vicoli e scalinate
del centro storico o le antiche trazzere delle sue verdi
borgate.
Le tradizioni popolari, architettura sacra, ma anche
scorci paesaggistici e soprattutto la disponibilità delle sue
genti fanno di Sant’Angelo di Brolo una terra amica, in grado
di regalare forti emozioni, a chi conoscendola ci lascia il cuore.
Le montagne lo circondano e scivolano lentamente fino al
mare, le campagne sono abbondantemente coltivate, tutto è
verde. Le case sono immerse in noccioleti, agrumeti, vigneti,
boschi, faggete e castagni secolari. In estate il centro si vivacizza
grazie alle tante manifestazioni culturali, musicali e sportive
che animano le piazze del paese e le contrade.
Ogni anno, ad
Agosto, viene allestita la Fiera Regionale “Sapori della Val di
S.Angelo” attenta a valorizzare i prodotti tipici, l’inimitabile
salame, in particolare, nella quale trovano spazio anche le produzioni
artigianali del ferro battuto, del rame, dell’ottone e del
legno. Arte: il notevole patrimonio storico artistico, costituito
da numerose opere architettoniche e preziose opere d’arte,
testimonia la storia millenaria del paese.
Da ammirare la Chiesa di S. Filippo e Giacomo, la Torre Saracena, la Chiesa di S. Francesco d’Assisi e l’ex convento delle Clarisse, oggi teatro
comunale. Gastronomia: riserva piacevoli sorprese a chi
voglia andare alla ricerca di sapori genuini e ricette inimitabili.
Una menzione particolare merita il “Salame S.Angelo”,
prossimo all’ottenimento della prestigiosa denominazione di
identificazione geografica protetta (I.G.P.) e la cui bontà ha
reso famoso il paese nel mondo. Sant’Angelo non è solo storia
e arte ma anche tradizione come quella del 29 settembre quando,
ogni anno, il paese, celebra il suo protettore, San Michele
Arcangelo con una festa popolare dove sacro e profano si
intrecciano senza limiti ben definiti.

 

 
L’Abbazia di S. Michele La Chiesa Madre La Pietra Zita
Rappresenta certamente la testimonianza piu’ importante del passato, almeno dal punto di vista storico.
Dello splendido edificio originale,
costruito o ricostruito, oggi
rimangono pochi elementi: il campanile, quasi un simbolo per i santangiolesi, e parte del chiostro occupato da cappelle gentiliziefunerarie di epoche successive.
E’ dotata di un impianto planimetrico di tipo basilicale, a tre navate,che all’interno custodisce alcune statue di raffinata fattura tra cui
San Michele Arcangelo, e una
Madonna con Bambino di scuola
gaginesca. In una cripta, situata
nella navata sinistra, è custodito
tesoro” una preziosa collezione di
paramenti sacri riccamente ornati
con decori di fili d’argento e corallo.
E’ un luogo suggestivo ed al tempo
stesso particolare. Lo possono visitare
soprattutto i più curiosi o gli
amanti del mondo spettrale. Nello
splendido sito naturalistico
ammantato di mistero, infatti, la
leggenda narra dell’esistenza di
una giovane donna rapita e uccisa
dai briganti nel XV secolo, proprio il
giorno delle nozze.