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Altitudine 428 mt. |
Il centro montano, affacciato da una costa umida di muschi nel trionfo di luce della valle assolata, giace nel paesaggio del Fitalia, odoroso di essenze di bosco e dominato dal silenzio della montagna. Ad accompagnare il cammino di chi penetra nellabitato ci sono le piccole e antiche case che, di là dalle facciate modeste e contenute, proteggono, senza diffidenza, lintimità di una vita antica; vita austera, appagata dalle piccole dimensioni, che improvvise, si ripropongono dietro le case a definire spazi creati dai modi di una convivenza secolare alimentata dalle risorse illimitate del bosco. Bosco a sua volta difficile, e generoso soltanto con chi sia in grado di comprendere linsegnamento della sua essenza rinnovata dallavvicendarsi delle stagione. Qui nel succedersi degli spazi terrazzati dellabitato, piccole chiese e gustosi comparti architettonici di carattere vernacolare fanno da quinta a prepotenti inserti di paesaggio, i quali, aureolati dazzurro, si introducono nella scena urbana trasferendovi le caratteristiche dominanti del paesaggio boscoso. Il paese, secondo i piu recenti studi, ricade nellarea del territorio che si fa coincidere con quello che appartenne a Demenna, la città di età bizantina che ereditò il ruolo ed il prestigio urbano dellantico municipium aluntino e che costituì il riferimento geografico medievale della parte nordorientale della Sicilia, la quale venne appunto definita Va l Demenna. Con dodici Chiese e Conventi che vanno dal XV al XIX secolo, Mirto è uno dei più significativi centri storico culturale dei Nebrodi. Le più importanti opere dArte e architettoniche risalgono al Gagini o alle sue scuole. La tela più interessante, dal punto di vista storico e compositivo, nel patrimonio pittorico di Mirto è il quadro di San Francesco dAssisi, fine secolo XVI. Chiude la panoramica il Portale della Chiesa Matrice. Il territorio è caratterizzato da un accentuato corrugamento.
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