Naso

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Come arrivare:
autostrada A 20 uscita casello di Brolo o Rocca di Caprileone, SS 113 bivio per Randazzo

Cosa Comprare
La calia, il gelato schiumone, i dolcetti di pasta di mandorle, le giambellotte, il pane di casa.

 

L'aria salubre ed incontaminata, l'incanto di molteplici paesaggi, le "chiare, fresche e dolci acque" delle innumerevolisorgenti, la cortesia e la Siciliana cordialità della gente, si sublimano, nello scorrere lento e monotono del tempo, in una girandola di sensazioni di incomparabile suggestione.
La cittadina sorge su un colle nel primo entroterra dei monti Nebrodi.
Molte grandi e famose città del passato devono la loro fortuna al fatto di essere ste fondate da divinità.
Naso non sfugge a questa regola essendo stata fondata nel 1218 a.C. da Agatirno figlio di Eolo, Dio dei venti.
Si chiamò Agatirsia e sorgeva in un luogo che presumibilmente si può localizzare nei pressi della contrada S.Martino vicino Capo d'Orlando.
Fu città importante, popolosa, narrarono Tito Livio e Plinio ed intorno all'anno 901 d.C. fu distrutta dai Saraceni i cittadini scampati alle orde saracene si ritrovarono sulla collina e fondarono l'odierna Naso, unitamente ad altri scampati alle incursioni saracene provenienti da Naxida città situata presumibilmente nei pressi della località di S.Antonio fiumara del comune di Naso nel corso dei secoli il paese subì le dominazioni di Saraceni, Normanni e Aragonesi e fu prima baronia e poi contea.
Fu città fortificata di mura che la circondavano per buona parte del suo perimetro.
Vi si accedeva attraveso 5 porte delle quali una è ancora visibile nella zona orientale della città mentre nulla più resta dell'antico castello se non il nome della omonima passeggiata.
Le origini ed il passato glorioso di Naso non hanno prodotto però, solo storia ma anche arte e cultura e benchè molte opere siano state distrutte nel corso dei secoli a causa dei frequenti e disastrosi terremoti, molte sono ancora visibili ai nostri giorni.
Naso nella stagione estiva assume un aspetto diverso rispetto all'inverno il clima favorevole attira centinaia di turisti che amano dopo un bagno a mare nei comuni costieri passare la serata nelle vie del centro collinare.

 

 

 
Il convento dei frati La Chiesa del S.Salvatore Chiesa di S.Cono
E' un opera storica caratteristica e suggestiva. All'interno si possono ammirare, tralaltro, i ruderi del chiostro, il portale d'ingresso in stile gotico datato 1475, l'altare ligneo scolpito ed intarsiato eseguito nell'anno 1694, la madonna gaginesca del XVI sec.

Ubicata al centro dell'omonimo quartiere si segnala per la facciata barocca, il sagrato in cotto nasitano e per la doppia torre campanaria, al suo interno è possibile ammirare il trittico marmoreo di Antonello Gagini, il quadru ad olio di S.Girolamo eseguito dal Camarda nel 1626, la custodia marmorea di N.S.Signore di portosalvo, la statua di legno raffigurante la Madonna col bambino (sec.XVI)

E' il santo cittadino e patrono del paese al suo interno è possibile apprezzare i quadri di autori vari del '600 quali Giuseppe Salerno, La cripta delle reliquie situata nelle catacombe della Chiesa e costruita nell'anno 1649 in stile barocco