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Capo
d'Orlando
Brolo
Capri
Leone
Ficarra
Frazzanò
Naso
Castell'Umberto
Mirto
S.Salvatore
di Fitalia
S.Angelo di Brolo
Sinagra
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Altitudine 260 mt.
Uff. Inf. Tur.
Tel. 0941594929
Abitanti 3.300
Cosa comprare:
I dolci tipici
I maccheroni alla
sinagrese
I prodotti caseari
Il vino rosso
I salumi
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Ubicata sul mezzo corso del Torrente Naso è considerata uno dei
più antichi insediamenti dei Nebrodi. A farlo pensare è
la fiumara e la posizione strategica del castello. Un corso dacqua
che scorre con indolenza lambisce una cornice di pittoresca staticità;
un piccolo agglomerato di case di lineare compostezza cela uninestricabile
trama di vicoli e case. Scenario dei più usuali, Sinagra riserva
sorprese impreviste e difficilmente il suo paesaggio sfugge alla sfera
della memoria. Il suo patrimonio rivela risorse che anche il turista più
distratto sarà in grado di cogliere ed apprezzare. Sinagra è
unoasi suggestiva e una meta ideale per chi voglia congedare la
solerzia risonante delle occupazioni cittadine e immergersi in un ambiente
naturale,
inalterato e salubre. Le risorse artistiche, come la quattrocentesca Chiesa
del Convento, il barocco Palazzo Salleo, lantica tomba in contrada
Mezzagosto depoca bizantina, le contrade e i borghi limitrofi, la
caratterizzano peculiarmente così come le sue tradizioni che lo
scorrere del tempo non ha ancora scalfito. Leconomia del paese,
basata da sempre sullagricoltura, ha subito nel tempo una trasformazione
che ha visto nascere nellultimo decennio molti insediamenti tessili
che ha contribuito al mantenimento della popolazioni su livelli demografici
costanti. Sinagra per le sue tradizioni, per lambiente ospitale,
per lorgoglio dei suoi abitanti di sentirsi ancora spinti da una
volontà che ha improntato il carattere dinamico e laborioso degli
antenati, merita una considerazione che lo colloca tra i paesi dei Nebrodi
maggiormente apprezzati. A Sinagra convivono in un contrasto gradevole
frammenti di storia millenaria e modernità. Vicoli medievali si
intrecciano con strade asfaltate, palazzi di nobile origine si alternano
a edifici di recente costruzione, senza compromettere lintegrità
dellantico tessuto urbano che conserva ancora oggi la sua originale
tipologia e bellezza.
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| La Grotta del Beato Diego |
La Chiesa Madre |
La Chiesa del Crocifisso |
ALa grotta dove il Beato Diego, il cui
vero nome era Fabrizio Di Blasi,
condusse per molti anni vita eremitica
e tuttoggi meta dei devoti.
Le testimonianze del tempo raccontano
di uno straordinario personaggio
anticonformista, capace
di inspiegabili prodigi. Dopo la sua
morte, molti pellegrini solevano
andare alla grotta e bere lacqua
che sgorgava dalla roccia, lasciandovi
stampelle e bastoni in segno di
ex voto. |
Di epoca seicentesca ledificio
sacro presenta una pianta a croce
latina con navata unica incrociata
dal transetto. Le colonne sono in
stile dorico. Più volte, nei secoli, la
Chiesa ha subito rilevanti danni.
Dalle cronache del tempo si ricava
che nel 1840, per volontà dellarci -
prete don Antonio Ficarra, la chiesa
fu completamente restaurata. |
Di probabile epoca cinquecentesca
la Chiesa presenta una rarissima
tipologia a due navate con una successione
di colonne e archi in pietra
abilmente lavorata dai famosi
maestri scalpellini dei Nebrodi.
Allinterno vi si trova una statua in
marmo di Santa Caterina. In un
artistico armadio decorato esternamente
con bellissimi dipinti raffiguranti
scene della Passione di
Cristo, si trova custodito anche un
Cristo ligneo. |
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