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01/03/2010 - CRETA
Se questo inverno troppo lungo e troppo grigio ti mette addosso la voglia di fare fra qualche settimana una vacanza non eccessivamente costosa e non molto lontana, scegli Creta. Se ami le primavere decise, sovrabbondanti di fiori, di colori, di verde, di sole, di vasti spazi e di lontane cime innevate pensa a Creta in Aprile.
Se questo inverno troppo lungo e troppo grigio ti mette addosso la voglia di fare fra qualche settimana una vacanza non eccessivamente costosa e non molto lontana, scegli Creta. Se ami le primavere decise, sovrabbondanti di fiori, di colori, di verde, di sole, di vasti spazi e di lontane cime innevate pensa a Creta in Aprile. Quest’anno tra l’altro ti si offre un’opportunità unica: la Pasqua cattolica coincide con la Pasqua greco-ortodossa, una coincidenza non frequente che ti permetterà di utilizzare qualche giorno di vacanza in più per il tuo viaggio.
La Pasqua in tutto il mondo greco è celebrata con una solennità senza eguali forse nel mondo, decisamente più del Natale, sia nei riti religiosi che sociali. Creta, la cui dura storia ha legato in modo tenace alle tradizioni, non fa certo eccezione, anzi, qui più che altrove i riti della Pasqua assumono significato anche di saldatura dei vincoli familiari; i migranti tornano a Pasqua per celebrare con i parenti i riti della festività. In tutti i paesi si tengono processioni serali suggestive. Dal mercoledì della Settimana Santa al lunedì seguente, radio e televisione danno ampio spazio ai programmi a carattere religioso.
La cerimonia più importante è ovviamente quella del venerdì santo: verso sera il feretro di Cristo (Epitàfios) riccamente decorato dalle donne della comunità, lascia la chiesa per essere portato in processione per le vie della città e di ogni piccolo paese, ma è alla sera del sabato che si giunge al punto culminante della celebrazione con una grande folla che celebra la Resurrezione. Allo scoccare della mezzanotte nelle affollatissime chiesette le luci vengono spente e l’oscurità avvolge i partecipanti così come l’oscurità accompagna Cristo nella sua discesa nell’oltretomba. Improvvisamente una flebile luce di un cero appare dietro l’altare e il celebrante la solleva in alto al canto di “Autò to fos” (questa è la luce del mondo). Poi lentamente accende il cero del devoto a lui più vicino intonando “Devthe levethe fos” (prendete questa luce) e una dopo l’altra, di fedele in fedele, la candela di ogni partecipante si accende da quella del suo vicino alla esclamazione di “Històs Anésti” (Cristo è risorto). E questa affermazione accompagna ogni cero che si accende finché la chiesa e lo spazio antistante risplenderanno della luce delle candele accese. Poi al suono delle campane i fedeli lasciano la chiesa facendo molta attenzione a mantenere accesa la candela per portare simbolicamente “la luce del mondo” nella loro casa e annerire una croce sullo stipite della loro abitazione con quella fiamma: sarà il simbolo di un anno prosperoso.
Iniziano poi i festeggiamenti con i fuochi artificiali e il rogo che brucia simbolicamente l’effige di Giuda. Il digiuno quaresimale, oggi non più molto praticato, viene interrotto la domenica mattina con la tradizionale “mayirìtsa” a base di trippa di agnello, riso e limone. Non mancherà mai nel fastoso pranzo pasquale l’agnello arrostito. Questa esplosione di festa è accompagnata dall’opulenza delle fioriture primaverili che impregnano l’aria del loro profumo. Sono fioriture molto varie nelle diverse zone dell’isola perché molto diverso può essere il clima anche il base alla cadenza della Pasqua ma tutta la costa è un’esplosione di colori e di profumi. I prati hanno l’aspetto di tappeti di fiori sparsi fra l’erba di verde tenero. Tipi diversi di fiori di colori e dimensioni varie formano distese multicolori. I cuscinetti di fiori rosa- violaceo del timo trapuntano le pareti delle montagne prospicienti la costa, la gialla ginestra ricopre esuberante i bordi delle strade invadendo le carreggiate.
Se ti inoltrerai in luoghi più selvatici potrai vedere la fioritura della serpentaria che comincia a mostrare i suoi inquietanti fiori. Nei luoghi più caldi e soleggiati il pitosforo comincia ad impregnare l’aria del suo profumo. I gerani già ad aprile mostrano il loro rosso più sfacciato mentre le cime ancora bianche di neve del Lefkà Ori e dello Psiloritis saranno sempre ad occhieggiare nel tuo orizzonte.











